un'estate fa

Un'estate fa è un viaggio nel passato, una presa di coscienza dello stato di conservazione delle principali colonie estive in stile razionalista, che un tempo erano meta di vacanza, e che ora sono spazi sotto utilizzati o abbandonati, ricordo di un passato scomodo senza un futuro certo.
L'intento di questo percorso fotografico è quello di sensibilizzare più persone possibili alla valorizzazione di questo importante patrimonio architettonico, con la speranza che la maggior parte di queste colonie possa essere riqualificata secondo criteri che rispettino gli originali progetti, affinché in questi luoghi si possano tornare a svolgere quelle attività ludiche e ricreative per i quali erano stati concepiti.

"Fabio Gubellini fotografa le colonie estive costruite nel periodo fascista e oggi ormai in disuso. Non le vede però come edifici in abbandono, ma come luoghi pieni di storia dell’architettura, dell’ingegneria e in parte anche custodi del recente passato del nostro Paese."
Loredana De Pace per FotoCult

"Nel nostro restare immobili di fronte ai ricordi scomodi, magari concentrandoci di più su grandi domande, tralasciando nuove risposte, capita che in tale stabilità ricercata e perseguita ci sentiamo sicuri: sicuri di non agire di nuovo, né nel bene, né nel male."

Elisa Contessotto per FOTOgraphia
Fotocamere:
Canon Eos 5D MkIII
Canon Eos 6D
Obiettivi:
Canon EF 24-70 f/2.8 L II
Canon EF 16-35 f/4.0 L IS
Periodo Realizzazione:
da Aprile 2016 a Maggio 2017
Pubblicazioni:
FotoCult #140 Aprile 2017
FOTOgraphia #229 Marzo 2017
La Repubblica Bologna

Platform-ad
Witness Journal
Esposizioni:
03-22 settembre 2017
Embassy Gallery - Rimini
da giovedì a domenica 16.30-19.00
vernissage domenica 3 settembre 18.30
05 maggio - 09 luglio 2017

Festival Fotografia Europea Circuito OFF
Libreria del Portone via Migliorati 2/c Reggio Emilia
09 febbraio - 23 aprile 2017
Tenuta Montecatone - Imola (BO)
19 dicembre 2016 - 29 gennaio 2017
Chiamata alle arti!/01 - Imola (BO)

Introduzione

Sono sempre stato affascinato da quelle grandi strutture, disseminate qua e là lungo la costa romagnola, e non solo: colonie elioterapiche erano chiamate un tempo, edifici imponenti dallo stile geometrico e rigoroso, realizzati per poter fare andare in vacanza i "figli del popolo". La storia, poi, ha fatto il suo corso, e di quel futuristico gesto di welfare che ha dato il via alla costruzione di decine di colonie sparse per tutt'Italia e non solo, rimangono in molti casi solo spogli ricordi di ferro e cemento armato. In questo percorso ideale, ho scelto di andare a visitare i più significativi esempi di colonie in stile razionalista. Non è stato semplicemente un viaggio per l'Italia, tra le località che ospitano queste strutture, ma è stato un vero e proprio salto nel passato, nella storia delle colonie e delle persone che le hanno concepite e realizzate. Così, accanto ai nomi delle colonie e ai luoghi di costruzione, sono iniziati a comparire nomi di mirabili architetti ed ingegneri che ci hanno voluto lasciare un segno tangibile delle loro abilità. A loro, ma anche a tutte le persone che in questi luoghi hanno lavorato o soggiornato, è dedicato questo viaggio nel passato.

Colonia IX Maggio a Marinella di Sarzana

La colonia IX Maggio - o colonia marina Olivetti - a Marinella di Sarzana, la cui progettazione è attribuita al geometra Beretta, è stata realizzata nel 1938, sotto la committenza della sezione di La Spezia del PNF. La struttura è formata da un unico edificio, di due piani, fronte mare.
Il progetto iniziale invece, prevedeva la realizzazione di due edifici uguali e paralleli. La pianta dell’edificio richiama la forma di una nave e, allo stesso tempo, quella di un fascio littorio, con lo scudo rappresentato dal corpo centrale, che funge alla separazione delle due ali della struttura. Particolare enfasi fu data anche alla progettazione del giardino antistante la colonia, all’interno del quale, le siepi furono piantate con il preciso intento di realizzare il disegno di un’aquila che stringe tra i propri artigli un fascio, rappresentato dall’edificio della stessa colonia. Fu utilizzata come colonia marina dall’inaugurazione fino al 1943. Successivamente all’armistizio dell’8 settembre, venne impiegata come caserma dalle truppe tedesche. Inoltre, per via della posizione prossima al termine tirrenico della linea gotica, assunse valore strategico tra l’autunno del 1944 e la fine della guerra.
Successivamente al termine del secondo conflitto mondiale, la colonia tornò ad essere utilizzata, come spazio ricreativo e di vacanze, dai figli dei dipendenti dell’azienda Olivetti. Fu questo il periodo di maggiore importanza della struttura, tant’è che la colonia è più conosciuta come colonia marina Olivetti piuttosto che come colonia IX maggio o colonia Italo Balbo.
In quegli stessi anni, la lungimirante visione industriale dell’Olivetti, fu applicata alla gestione della struttura con l’adozione di scelte che tutt’ora risultano futuristiche, sia per l’ambito educativo che, per la scelta, e provenienza, delle materie prime utilizzate per la preparazione dei pasti.
La struttura fu utilizzata fino alla prima metà degli anni Ottanta, poi, il declino del modello del turismo sociale, e il termine del contratto d’affitto da parte dell’azienda di Ivrea posero fine alle attività.
Negli ultimi anni si sono rincorse e succedute diversi progetti e iniziative per la riqualificazione della colonia, tuttavia nessuno di questi si è concretizzato e il complesso rimane in stato di completo abbandono.

  un'estate fa - colonia marina Olivetti a Marinella di Sarzana Colonia Olivetti | Dettaglio torre

  un'estate fa - colonia marina Olivetti a Marinella di Sarzana Colonia Olivetti | Vista dal tetto verso Nord

Colonia XXVIII Ottobre a Marina di Massa

La Colonia Torino, a Marina di Massa, edificio mastodontico (ospita oltre 1000 persone) edificato su iniziativa della federazione Fasci di Torino dagli architetti Ettore Sottsass senior e Alfio Guaitoli, gli stessi che in quel periodo seguirono i lavori per una importante colonia marina a Riccione. La struttura, composta da sei volumi compatti, di forma rettangolare, collegati tra loro da articolati sistemi di portici, con pilastri rigorosamente a pianta quadrata, si presenta come un lungo monoblocco, parallelo alla costa, scandito dalla simmetria delle aperture rettangolari, alternate a quelle circolari dei vani scale, e dal contrasto cromatico tra il blocco di ingresso, in laterizio, destinato alle funzioni amministrative, e il resto della struttura in muratura. La struttura è stat utilizzata come Ostello turistico fino al 2012. In quell'anno, la società che l'aveva in gestione è fallita e, da quel momento, la struttura risulta inutilizzata. Un ambizioso progetto di riconversione punta a convertire l'ex colonia in un albergo di lusso con annessi appartamenti vista mare.

  un'estate fa - colonia Torino a Marina di Massa Colonia Torino | Prospetto a Ponente

  un'estate fa - colonia Torino a Marina di Massa Colonia Torino | Dettaglio

Colonia Torre Balilla a Marina di Massa

L’opera più significativa in stile razionalista della riviera Apuana è rappresentata dalla Torre Fiat, costruita in soli 100 giorni, da progetto dell’ingegnere Vittorio Bonadè Bottino, è uno degli esempi di grattacielo sul mare di questo periodo.
La forma del fabbricato-albergo è una scelta attenta. Volume compatto su una superficie ridotta, e uno sviluppo che si erge fino in alta quota, dove la vista sul mare ci porta ad immaginarci sulla prua di una enorme nave.
Lo sviluppo delle camerate si snoda su un nastro continuo a elica, che segue l’andamento della stessa rampa elicoidale, centrale nella torre. Nei primi due piani, e nel sottosuolo, si trovano tutti i servizi della Colonia: magazzini, dispensa, impianti elettrici, impianto frigorifero, centrale termina, dormitorio personale di servizi  maschile, pozzo artesiano e pompe per il sollevamento dell’acqua. Al piano terra  trova spazio un grande refettorio per ottocento posti. Al primo piano le sale di ricreazione, comprese nei corpi laterali. Queste sale erano state costruite aperte per le cure elioterapiche, poi chiuse e finestrate negli anni ottanta del secolo scorso. Il dinamismo della struttura è percettibile anche dall'interno, per via dell’inclinazione dell’estradosso del solaio, che comporta una correzione, non di lieve identità, nell’arredamento, a causa della diversa altezza dei vari appoggi a terra. Ad ogni piano c’erano due camerate di venti letti ciascuna, la dimensione delle camere fu poi ridotta, negli anni Ottanta, a quattro letti più bagno e servizi igienici. Sempre nella ristrutturazione degli anni Ottanta è stata aggiunta una tromba di scale d’emergenza ed un'ascensore. La struttura risulta ancor funzionante ed operativa per accogliere i figli dei dipendenti della Azienda. 

  un'estate fa - colonia Fiat a Marina di Massa Colonia Fiat | Prospetto a Ponente

  un'estate fa - colonia Fiat a Marina di Massa Colonia Fiat | Dettaglio

Colonia Fara a Chiavari

Commissionata nel 1935 dal Partito Nazionale Fascista, la Colonia era stata concepita come luogo di villeggiatura marinaro per bambini, da utilizzarsi prevalentemente nel periodo estivo. La progettazione dell'edificio fu affidata dagli architetti Camillo Nardi Greco e Lorenzo Castello. In funzione a partire dal 1936, la Colonia venne ufficialmente inaugurata nel 1938, e, per due anni, ospitò bambini provenienti da ogni parte d'Italia e dalle colonie dell'Impero. Durante il Secondo conflitto Mondiale la Colonia fu dapprima utilizzata come ospedale militare, poi, successivamente all'armistizio dell'8 settembre 1943, fu sede di occupazione provvisoria dell'esercito tedesco. Al termine della guerra, sostarono al suo interno i soldati delle truppe alleate, finché, un anno dopo, l'edificio fu riconvertito all'uso primario dello stabile, ossia nuovamente in colonia balneare. Tra il 1947 e il 1955, ospitò i profughi provenienti dall'Istria, passata dal controllo italiano alla Jugoslavia.
Negli anni Sessanta lo stabile fu utilizzato, se pur per un breve periodo, come "albergo internazionale della gioventù italiana" assumendo la denominazione di Faro. Chiuso l'albergo poco dopo, l'edificio subì un notevole abbandono che durò per vent'anni. Ad inizio 2015 la Colonia viene ceduta dal Comune di Chiavari alla Società "Fara Srl" per la riqualificazione e riconversione della struttura in albergo di lusso.

   un'estate fa - colonia Fiat a Marina di Massa Colonia Fara | Prospetto a Ponente

   un'estate fa - colonia Fiat a Marina di Massa Colonia Fara | Dettaglio della torre

Colonia Rosa Maltoni Mussolini a Calambrone 

La Colonia Rosa Maltoni Mussolini, con i suoi circa 100.000 metri cubi di volume fabbricato, è il più grande tra i numerosi complessi destinati a soggiorno estivo del litorale toscano. L’intero complesso venne commissionato dal ministero dei trasporti all’ingegner Angiolo Mazzoni. Il progetto della struttura venne avviato nel 1925, nel 1931 i lavori furono terminati, ma, per l’inaugurazione si dovette aspettare il luglio del 1933. ll complesso era stato concepito per essere composto due settori identici: quello a sud era destinato ai postelegrafonici, mentre quello a nord ai ferrovieri. Dopo il 1946, la proprietà fu divisa in due parti tra il Ministero delle Poste e Telegrafi e il Ministero dei Trasporti. La porzione meridionale fu successivamente venduta, nel 1964, alla Charitas Tridentina che ne conservò l’uso di colonia marina. L’impianto planimetrico presenta uno sviluppo longitudinale nord-sud con i vari edifici distribuiti tra la spiaggia e la pineta. Le torri-serbatoio, di forma cilindrica e colorate di un rosso acceso su cui spicca la scala elicoidale in cemento, costituiscono l’elemento che caratterizza l’intera colonia. Oggi, la parte settentrionale del complesso è in attesa di ristrutturazione, mentre la parte meridionale è stata riqualificata e trasformata in una struttura con destinazione turistico-ricettiva rientrando nell’ambito del programma di riqualificazione dell’area del Calambrone. 
La bellezza suggestiva della Colonia è stata immortalata nel film “Tutti a casa” (1960) di Luigi Comencini, con la straordinaria interpretazione di Eduardo De Filippo e Alberto Sordi.

  un'estate fa - colonia Rosa Maltoni Mussolini a Calambrone Colonia Rosa Maltoni Mussolini | Prospetto a Ponente

  un'estate fa - colonia Rosa Maltoni Mussolini a Calambrone Colonia Rosa Maltoni Mussolini | Dettaglio architettonico

Colonia Monopoli di Stato a Milano Marittima

Progettata dall’architetto Eugenio Faludi, la colonia marina della Montecatini - questo era il nome originale del complesso - fu inaugurata il 24 agosto del 1939.  La struttura, molto grande per dimensione, era in grado di ospitare 1500 minori e 300 addetti al servizio. Dal punto di vista architettonico era caratterizzata da due elementi: una torre alta ben 55 metri, nata per sottolineare le grandi prestazioni fisiche dei giovani fascisti, e da un grande arco che sovrasta il cancello d’entrata. Questo arco sarebbe dovuto essere una miniatura di quello progettato da Adalberto Libera per l'Esposizione Universale del 1942 a Roma, ma mai costruito. Inoltre, ci sarebbe dovuta essere anche una passerella per collegare la colonia e il litorale, ma questa non venne mai realizzata. Tutto poi cambiò quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale e la colonia venne riconvertita per usi bellici. Intorno al 1944, la grande torre sarebbe stata abbattuta dai tedeschi, che erano in fuga a causa dell’invasione Alleata. Un’altra versione, considerata più veritiera, parla di una serie di bombardamenti effettuati dagli Alleati americani stessi, con i tedeschi che l’avrebbero adoperata soltanto come struttura di rifugio. L’unico elemento del quale si ha la certezza, riguarda proprio la mancanza della torre e delle relative scale che portavano ad essa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i Monopoli di Stato assunsero il controllo del complesso edilizio e decisero di rimetterlo a nuovo nel 1952, con la riapparizione della torre, seppur di altezza inferiore rispetto a quella originaria. La struttura, utilizzata come colonia fino al 1998, risulta ora in stato di completo abbandono.
Nel corso del 2016, la grande scritta "MONOPOLI DI STATO", posta sul tetto della struttura, è stata rimossa perché resa pericolante dal forte vento.

  un'estate fa - colonia marina Monopoli di Stato a Milano Marittima Colonia Monopoli di Stato | Prospetto a Ponente

  un'estate fa - colonia marina Monopoli di Stato a Milano Marittima Colonia Monopoli di Stato | Dettaglio torre

Colonia Agip a Cesenatico

Di proprietà dell'Azienda Generale Italiana Petroli, fin dalla sua costruzione, avvenuta nel 1938, la Colonia Sandro Mussolini è stata progettata dall’architetto bolognese Giuseppe Vaccaro, uno tra i principali interpreti del razionalismo di Le Corbusier, per ospitare i figli dei dipendenti dell'azienda, durante il periodo delle vacanze estive. La struttura è costituita da tre edifici principali. In quello centrale, un lungo parallelepipedo di cinque piani posto parallelo al mare, sono presenti i dormitori per gli ospiti. Negli edifici laterali, perpendicolari al primo, sono  invece presenti i locali di servizio e gli alloggi del personale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la struttura viene utilizzata come ospedale militare. Attualmente, la colonia è ancora proprietà dell'Agip ed è uno dei rari esempi in cui la struttura, ancora in buono stato di conservazione, viene utilizzata per lo scopo per cui era stata originariamente progettata.

  un'estate fa - colonia marina Agip a Cesenatico Colonia Agip | Prospetto a Ponente

  un'estate fa - colonia marina Agip a Cesenatico Colonia Agip | Dettaglio

Colonia Novarese a Miramare

Per la realizzazione della colonia marina della federazione fascista di Novara, l'ingegnere Giuseppe Pevarelli si è ispirato alle forme di un transatlantico a 5 ponti. Edificata nel 1934, la struttura era in grado di ospitare circa 900 ragazzi, tutt'ora è considerata un vero e proprio gioiello dell'architettura moderna. Similare nelle forme al complesso del Lingotto di Torino, anche se di dimensioni inferiori, dal complesso FIAT sono riprese anche le rampe a spirale. Sulla centrale torre littoria, dall'altezza di 30 metri, erano inizialmente presenti tre fari, nei colori della bandiera italiana, che rendevano ben visibile la struttura anche dal mare. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la colonia viene utilizzata come ricovero dalle truppe alleate impegnate nel conflitto. La struttura venne utilizzata fino agli inizi degli anni Sessanta, da allora è abbandonata. Tuttavia, negli ultimi anni si sono succedute le notizie di possibili riconversioni d'uso, ma ad ora i lavori risultano sospesi e non terminati.

  un'estate fa - colonia marina Novarese a Miramare Colonia Novarese | Prospetto a Levante

  un'estate fa - colonia marina Novarese a Miramare Colonia Novarese | Testa della struttura a levante e rampe a spirale

Colonia Reggiana a Riccione

La colonia marina Amos Maramotti è stata realizzata nel 1934, sotto la committenza dei fasci combattenti di Reggio Emilia, ad opera dell'ingegner Costantino Costantini. L'elemento stilistico che contraddistingue questa struttura è la pianta, che rappresenta, sia una ripetizione di fasci, sia una emme minuscola in corsivo. Ha mantenuto la sua funzione fino alla fine degli anni Ottanta. Con il passaggio di proprietà dalla Regione al Comune, la struttura è stata parzialmente utilizzata da associazioni sportive e culturali fino al 2012. Da quell'anno, a causa anche del sisma che ha interessato la regione, è stato interdetto l'accesso alla colonia per via cautelativa. Attualmente, la colonia è in stato completo d'abbandono. 

 un'estate fa -colonia marina Amos Maramoti a RiccioneColonia Reggiana | Prospetto lato spiaggia

Colonia Reggiana | Dettaglio

Colonia Le Navi a Cattolica

Per il progetto del 1934 della colonia XXVIII ottobre a Riccione, l'architetto Clemente Busiri-Vice si ispira ad una flotta navale. La struttura viene realizzata per ospitare i figli degli italiani residenti all'estero. L'intento è quello di dar loro la possibilità di conoscere il paese di origine dei genitori e di fidelizzarli alle politiche del regime. La colonia è realizzata a padiglioni. L'edificio principale, nave ammiraglia, ospitava i locali comuni e l'alloggio degli ufficiali. I dormitori trovavano spazio nelle quattro navi-padiglioni, posti, a due a due, laterali al padiglione centrale. In ciascun dei quattro edifici, trovano spazio 230 letti, per una capacità complessiva della struttura di 920 posti. Grande enfasi, in fase progettuale, viene data allo studio della circolazione dell'aria e all'ottimizzazione degli spazi nei dormitori. Il complesso è stato abbandonato nel dopoguerra: i due padiglioni dormitori di levante sono stati demoliti per fare spazio ad altre strutture, mentre il resto degli edifici è stato ristrutturato nel 2000, mantenendo l'identità iniziale. Da quell'anno, gli spazi della colonia ospitano uno degli acquari più affascinante e spettacolare dell'Adriatico. Nel corso del 2016, sono stati avviati nuovi lavori di ristrutturazione del padiglione centrale.

   Colonia XXVIII Ottobre | Testa verso terra dei padiglioni dormitoi

  un'estate fa - colonia marina Le Navi a Cattolica Colonia XXVIII Ottobre | Dettaglio scale padiglione dormitoi

Colonia Roberto Farinacci a Cremona

Fortemente voluta dal Rais Roberto Farinacci, l'omonima colonia fu inaugurata il 20 luglio 1938 ed era in grado di accogliere fino a 1500 minori. Opera dell'ingegner Carlo Gaudenzi, la colonia venne realizzata in un'area golenale, dove, in precedenza, sorgevano delle baracche, volute dall'ospedale di Cremona per scopo elioterapico. Successivamente alla Seconda Guerra Mondiale, alcuni spazi della struttura vennero utilizzati da associazioni sportive fino all'alluvione del Po dell'anno 2000. Da allora, la colonia è in stato di quasi abbandono, è utilizzato solo parzialmente il primo piano come locale notturno. Nel 2014, il Comune di Cremona, proprietario della struttura, ha pubblicato un bando di concorso per la riqualificazione, ma fino ad oggi, non si è concretizzato niente.

  un'estate fa - colonia fluviale Roberto Farinacci a Cremona Colonia Roberto Farinacci | Prospetto principale

  un'estate fa - colonia fluviale Roberto Farinacci a Cremona Colonia Roberto Farinacci | Vasche piscine 

Colonia Stella Maris a Montesilvano

Il progetto è opera dell'architetto Francesco Leoni che, nel 1939, scelse l'aeroplano come motivo ispiratore per le forme della colonia dei fasci combattenti di Rieti, a Montesilvano, in provincia di Pescara. Così i dormitori diventano le ali, il refettorio, posto nella parte centrale, è il motore, mentre l'infermeria ed i servizi sono la coda, per finire l'appartamento del comandante è il torrino. Durante il Secondo Conflitto Mondiale, fu sede del comando tedesco di zona. Successivamente, tornò ad essere utilizzata come colonia fino al 1975, poi, fino al 1984, trovò impiego come casa di riposo per anziani. Abbandonata da allora, è stata parzialmente riqualificata tra il 2004 ed il 2006. Ad oggi, i lavori non sono terminati e la struttura è inutilizzata.

  un'estate fa - colonia marina Stella Maris a MontesilvanoColonia fasci combattenti di Rieti | Prospetto lato mare 

  un'estate fa - colonia marina Stella Maris a MontesilvanoColonia fasci combattenti di Rieti |Ala a meridione 

Colonia Principi di Piemonte a Lido di Venezia

La colonia Principi di Piemonte, anche conosciuta come colonia Padova, in località Alberoni al Lido, è opera dell'architetto Daniele Cabali. Realizzata tra il 1936 ed il 1937, è caratterizzata, a livello stilistico, da un lungo porticato a volte, che collega l'edificio principale, a quattro livelli, agli edifici secondari posti a questo di fronte. La colonia, utilizzata anche dopo la Seconda Guerra Mondiale, è stata ampliata negli anni Sessanta e Settanta. Ora, è in stato di completo abbandono.

un'estate fa - colonia marina Padova a Lido di VeneziaColonia Principi di Piemonte | Prospetto fronte spiaggia

un'estate fa - colonia marina Padova a Lido di VeneziaColonia Principi di Piemonte | Porticato

Colonia montana a Rovegno

La colonia montana di Rovegno, progettata e realizzata dall'ingegner Camillo Nardi Greco, tra il 1933 ed il 1934, aveva capienza iniziale di 450 posti letto, la capienza fu poi portata a 500 posti. La struttura fu utilizzata come colonia elioterapica fino all'agosto del 1942, poi, a partire dall'ottobre dello stesso anno, accolse i ragazzi sfollati del centro di Genova. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, la colonia, anche per via della sua isolatezza, divenne sede del locale comando dei partigiani. Tra il dicembre del 1944 e l'aprile del 1945, la colonia di Rovegno diventa anche teatro di tragici eventi: un numero imprecisato di soldati prigionieri e di civili venne giustiziato, i loro corpi furono gettati in fosse comuni, sparse nei vicini boschi. La struttura fu utilizzata, anche dopo la Seconda Guerra Mondiale, come colonia fino agli anni Sessanta. Attualmente, è in stato di completo abbandono.

un'estate fa - colonia montana a RovegnoColonia montana a Rovegno | Prospetto principale

un'estate fa - colonia montana a RovegnoColonia montana a Rovegno | Vista dal tetto

Colonia Varese a Milano Marittima

La colonia marina Costanzo Ciano di Varese è forse il più straordinario degli esempi di tale tipo di architettura che ci è stato lasciato dal Fascismo. Progettata e realizzata dall'ingegner Mario Loreti, venne utilizzata come colonia solo nell'estate del 1939. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la struttura fu utilizzata come ospedale e venne poi minata dai Nazisti nel 1945. Nel dopoguerra, furono avviati dei lavori di ristrutturazione che non furono mai terminati e la colonia non riprese mai a funzionare. Da allora, è abbandonata. Nel corso del tempo, la colonia Varese è stata utilizzata come set di due film: La ragazza di latta di Marcello Aliprandi del 1970Zeder di Pupi Avati del 1983.

un'estate fa - colonia marina a Milano MarittimaColonia Varese | Prospetto lato spiaggia con vegetazione

un'estate fa - colonia marina a Milano MarittimaColonia Varese | Spazi interni

Cenni storici ed attualità

Le colonie, intese come strutture situate in contesti marini o montani, destinate al soggiorno di bambini ed adolescenti, per lo svolgimento di attività ludiche e ricreative, nascono in Toscana nella prima metà del XIX secolo. Durante il Fascismo, le colonie diventano il fiore all'occhiello del programma igienista del Regime, ed oltre allo scopo ludico e ricreativo, assumono anche quello propagandistico. Per questo motivo, durante il Ventennio, viene intensificata l'attività delle colonie estive con la costruzione di nuove moderne strutture. In questo contesto, vengono interpellati i migliori architetti ed ingegneri per progettare e realizzare nuove colonie estive che racchiudano tutte le innovazioni tecnologiche del periodo. Così, dalle classiche strutture a padiglioni in mattoni con faccia a vista, si passa alla costruzione di edifici dalle linee geometriche rigorose in stile razionalista e viene introdotto l'utilizzo del cemento armato. Oltre alla variazione di stile architettonico, viene data molta enfasi all'ottimizzazione degli spazi interni, alla progettazione degli impianti idrotermici ed elettrici e all'adozione di criteri di progettazione antisismici. Oggi, in gran parte, queste strutture risultano abbandonate al proprio destino. Solo la colonia Agip di Cesenatico viene ancora utilizzata per lo scopo per cui era stata progettata. Gli spazi della colonia Principe Umberto di San Benedetto del Tronto sono utilizzati per alcuni corsi di laurea dell'Università di Camerino, mentre la Colonia Le Navi di Cattolica ospita un acquario. Il resto delle strutture è in stato di completo degrado, nei migliori dei casi ci sono in piedi progetti di riqualificazione, mentre per altre  si aspetta che crollino per liberarsi da scomodi vincoli architettonici e poter riedificare liberamente.

Bibliografia

Casa dell'architettura: www.casadellarchitettura.eu
Le colonie: www.lecolonie.com
Fascismo abbandonato: issuu.com
Spazi Indecisi: www.spaziindecisi.it

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14 commenti

  • Sara
    Sara Domenica, 27 Agosto 2017 20:12 Link al commento Rapporto

    Buongiorno Fabio! Mi sono imbattuta in internet nel tuo progetto fotografico sulle colonie marine. Le foto sono splendide e il titolo geniale, complimenti!

  • Marco Fardelli
    Marco Fardelli Sabato, 18 Febbraio 2017 11:30 Link al commento Rapporto

    Chapeau! La possenza degli edifici razionalisti mi ha sempre affascinato. Bel lavoro. Marco

  • Roberto
    Roberto Venerdì, 23 Dicembre 2016 12:38 Link al commento Rapporto

    Bel lavoro, interessante. E' bellissimo sapere qualcosa di più della nostra storia e la fotografia è un mezzo e una testimonianza straordinaria. E' un peccato che queste belle strutture siano lasciate morire. Mi auguro almeno che ciò avvenga solo per mancanza di soldi e non per motivi ideologici. Grazie. RM

  • Domenico Orlacchio
    Domenico Orlacchio Lunedì, 19 Dicembre 2016 10:33 Link al commento Rapporto

    Un lavoro molto interessante anche per le qualità dell'architettura razionalista, vero vanto dell'architettura del ventennio.
    Vorrei poter conoscere anche le rappresentazioni grafiche dei progetti.
    Ho provato a fare una ricerca sugli edifici della GIL con scarso successo.
    Grato per eventuali informazioni.,sudio.orlacchiio@gmail.com
    Domenico Orlacchio Napoli

  • Riccardo Roberto
    Riccardo Roberto Sabato, 17 Dicembre 2016 21:30 Link al commento Rapporto

    Grandissimo lavoro! Splendido! Complimenti vivissimi!
    Non si può che restare emozionati davanti a un progetto così affascinante!
    Inoltre il tema del Razionalismo negli anni venti/trenta rappresenta un tema interessantissimo.
    Grazie anche per l'impostazione e la ricchissima ed interessante bibliografia!

  • Marco Broccatelli
    Marco Broccatelli Domenica, 11 Dicembre 2016 10:20 Link al commento Rapporto

    Complimenti, magnifico lavoro di ricostruzione storica di Architettura Sociale e di denuncia per l'abbandono di beni che potrebbero ancora avere una valenza abitativa/ricreativa, bravo!

  • Francesco Pistollato
    Francesco Pistollato Domenica, 11 Dicembre 2016 10:09 Link al commento Rapporto

    Bel progetto documentazionale complimenti, hai riportato alla luce una parte della storia del fascismo di cui se ne parla troppo poco. Non è facile investire in queste strutture e aggiornarli alle attuali norme date le notevoli dimensioni e i luogi in cui si trovano. Consiglio un'altra grande colonia estiva, l'ex villaggio ENI di Borca di Cadore che ora ospita il bellissimo progetto Dolomiti Contemporanee. Era la più grande colonia al mondo voluta da Mattei per le famiglie dei propri dipendenti.

  • Demetrio Cutrupi
    Demetrio Cutrupi Domenica, 11 Dicembre 2016 06:56 Link al commento Rapporto

    Interessante sia l'iniziativa che i risultati. Mi sarebbe piaciuto vedere qualche planimetria o disegno per meglio comprendere il tutto. Complimenti per le foto.

  • Luisa
    Luisa Sabato, 10 Dicembre 2016 22:45 Link al commento Rapporto

    un bellissimo lavoro. complimenti. ho sempre amato il Razionalismo. linee, particolari, architettura dei desideri.

  • simona muzzi
    simona muzzi Sabato, 10 Dicembre 2016 22:00 Link al commento Rapporto

    Lavoro molto interessante.Complimenti

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