un'estate fa

Un'estate fa è un viaggio nel passato, una presa di coscienza dello stato di conservazione delle principali colonie estive in stile razionalista, che un tempo erano meta di vacanza, e che ora sono spazi sotto utilizzati o abbandonati, ricordo di un passato scomodo senza un futuro certo.
L'intento di questo percorso fotografico è quello di sensibilizzare più persone possibili alla valorizzazione di questo importante patrimonio architettonico, con la speranza che la maggior parte di queste colonie possa essere riqualificata secondo criteri che rispettino gli originali progetti, affinché in questi luoghi si possano tornare a svolgere quelle attività ludiche e ricreative per i quali erano stati concepiti.

"Fabio Gubellini fotografa le colonie estive costruite nel periodo fascista e oggi ormai in disuso. Non le vede però come edifici in abbandono, ma come luoghi pieni di storia dell’architettura, dell’ingegneria e in parte anche custodi del recente passato del nostro Paese."
Loredana De Pace per FotoCult

"Nel nostro restare immobili di fronte ai ricordi scomodi, magari concentrandoci di più su grandi domande, tralasciando nuove risposte, capita che in tale stabilità ricercata e perseguita ci sentiamo sicuri: sicuri di non agire di nuovo, né nel bene, né nel male."

Elisa Contessotto per FOTOgraphia
Fotocamere:
Canon Eos 5D MkIII
Canon Eos 6D
Obiettivi:
Canon EF 24-70 f/2.8 L II
Canon EF 16-35 f/4.0 L IS
Periodo Realizzazione:
da Aprile 2016 ad Agosto 2016
Pubblicazioni:
FotoCult #140 Aprile 2017
FOTOgraphia #229 Marzo 2017
La Repubblica Bologna

Platform-ad
Witness Journal
Esposizioni:
03-22 settembre 2017
Embassy Gallery - Rimini
da giovedì a domenica 16.30-19.00
vernissage domenica 3 settembre 18.30
05 maggio - 09 luglio 2017

Festival Fotografia Europea Circuito OFF
Libreria del Portone via Migliorati 2/c Reggio Emilia
09 febbraio - 23 aprile 2017
Tenuta Montecatone - Imola (BO)
19 dicembre 2016 - 29 gennaio 2017
Chiamata alle arti!/01 - Imola (BO)

Introduzione

Sono sempre stato affascinato da quelle grandi strutture, disseminate qua e là lungo la costa romagnola, e non solo: colonie elioterapiche erano chiamate un tempo, edifici imponenti dallo stile geometrico e rigoroso, realizzati per poter fare andare in vacanza i "figli del popolo". La storia, poi, ha fatto il suo corso, e di quel futuristico gesto di welfare che ha dato il via alla costruzione di decine di colonie sparse per tutt'Italia e non solo, rimangono in molti casi solo spogli ricordi di ferro e cemento armato. In questo percorso ideale, ho scelto di andare a visitare i più significativi esempi di colonie in stile razionalista. Non è stato semplicemente un viaggio per l'Italia, tra le località che ospitano queste strutture, ma è stato un vero e proprio salto nel passato, nella storia delle colonie e delle persone che le hanno concepite e realizzate. Così, accanto ai nomi delle colonie e ai luoghi di costruzione, sono iniziati a comparire nomi di mirabili architetti ed ingegneri che ci hanno voluto lasciare un segno tangibile delle loro abilità. A loro, ma anche a tutte le persone che in questi luoghi hanno lavorato o soggiornato, è dedicato questo viaggio nel passato.

Colonia Monopoli di Stato a Milano Marittima

Progettata dall’architetto Eugenio Faludi, la colonia marina della Montecatini - questo era il nome originale del complesso - fu inaugurata il 24 agosto del 1939.  La struttura, molto grande per dimensione, era in grado di ospitare 1500 minori e 300 addetti al servizio. Dal punto di vista architettonico era caratterizzata da due elementi: una torre alta ben 55 metri, nata per sottolineare le grandi prestazioni fisiche dei giovani fascisti, e da un grande arco che sovrasta il cancello d’entrata. Questo arco sarebbe dovuto essere una miniatura di quello progettato da Adalberto Libera per l'Esposizione Universale del 1942 a Roma, ma mai costruito. Inoltre, ci sarebbe dovuta essere anche una passerella per collegare la colonia e il litorale, ma questa non venne mai realizzata. Tutto poi cambiò quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale e la colonia venne riconvertita per usi bellici. Intorno al 1944, la grande torre sarebbe stata abbattuta dai tedeschi, che erano in fuga a causa dell’invasione Alleata. Un’altra versione, considerata più veritiera, parla di una serie di bombardamenti effettuati dagli Alleati americani stessi, con i tedeschi che l’avrebbero adoperata soltanto come struttura di rifugio. L’unico elemento del quale si ha la certezza, riguarda proprio la mancanza della torre e delle relative scale che portavano ad essa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i Monopoli di Stato assunsero il controllo del complesso edilizio e decisero di rimetterlo a nuovo nel 1952, con la riapparizione della torre, seppur di altezza inferiore rispetto a quella originaria. La struttura, utilizzata come colonia fino al 1998, risulta ora in stato di completo abbandono.
Nel corso del 2016, la grande scritta "MONOPOLI DI STATO", posta sul tetto della struttura, è stata rimossa perché resa pericolante dal forte vento.

  un'estate fa - colonia marina Monopoli di Stato a Milano Marittima Colonia Monopoli di Stato | Prospetto a Ponente

  un'estate fa - colonia marina Monopoli di Stato a Milano Marittima Colonia Monopoli di Stato | Dettaglio torre

Colonia Agip a Cesenatico

Di proprietà dell'Azienda Generale Italiana Petroli, fin dalla sua costruzione, avvenuta nel 1938, la Colonia Sandro Mussolini è stata progettata dall’architetto bolognese Giuseppe Vaccaro, uno tra i principali interpreti del razionalismo di Le Corbusier, per ospitare i figli dei dipendenti dell'azienda, durante il periodo delle vacanze estive. La struttura è costituita da tre edifici principali. In quello centrale, un lungo parallelepipedo di cinque piani posto parallelo al mare, sono presenti i dormitori per gli ospiti. Negli edifici laterali, perpendicolari al primo, sono  invece presenti i locali di servizio e gli alloggi del personale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la struttura viene utilizzata come ospedale militare. Attualmente, la colonia è ancora proprietà dell'Agip ed è uno dei rari esempi in cui la struttura, ancora in buono stato di conservazione, viene utilizzata per lo scopo per cui era stata originariamente progettata.

  un'estate fa - colonia marina Agip a Cesenatico Colonia Agip | Prospetto a Ponente

  un'estate fa - colonia marina Agip a Cesenatico Colonia Agip | Dettaglio

Colonia Novarese a Miramare

Per la realizzazione della colonia marina della federazione fascista di Novara, l'ingegnere Giuseppe Pevarelli si è ispirato alle forme di un transatlantico a 5 ponti. Edificata nel 1934, la struttura era in grado di ospitare circa 900 ragazzi, tutt'ora è considerata un vero e proprio gioiello dell'architettura moderna. Similare nelle forme al complesso del Lingotto di Torino, anche se di dimensioni inferiori, dal complesso FIAT sono riprese anche le rampe a spirale. Sulla centrale torre littoria, dall'altezza di 30 metri, erano inizialmente presenti tre fari, nei colori della bandiera italiana, che rendevano ben visibile la struttura anche dal mare. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la colonia viene utilizzata come ricovero dalle truppe alleate impegnate nel conflitto. La struttura venne utilizzata fino agli inizi degli anni Sessanta, da allora è abbandonata. Tuttavia, negli ultimi anni si sono succedute le notizie di possibili riconversioni d'uso, ma ad ora i lavori risultano sospesi e non terminati.

  un'estate fa - colonia marina Novarese a Miramare Colonia Novarese | Prospetto a Levante

  un'estate fa - colonia marina Novarese a Miramare Colonia Novarese | Testa della struttura a levante e rampe a spirale

Colonia Reggiana a Riccione

La colonia marina Amos Maramotti è stata realizzata nel 1934, sotto la committenza dei fasci combattenti di Reggio Emilia, ad opera dell'ingegner Costantino Costantini. L'elemento stilistico che contraddistingue questa struttura è la pianta, che rappresenta, sia una ripetizione di fasci, sia una emme minuscola in corsivo. Ha mantenuto la sua funzione fino alla fine degli anni Ottanta. Con il passaggio di proprietà dalla Regione al Comune, la struttura è stata parzialmente utilizzata da associazioni sportive e culturali fino al 2012. Da quell'anno, a causa anche del sisma che ha interessato la regione, è stato interdetto l'accesso alla colonia per via cautelativa. Attualmente, la colonia è in stato completo d'abbandono. 

 un'estate fa -colonia marina Amos Maramoti a RiccioneColonia Reggiana | Prospetto lato spiaggia

Colonia Reggiana | Dettaglio

Colonia Le Navi a Cattolica

Per il progetto del 1934 della colonia XXVIII ottobre a Riccione, l'architetto Clemente Busiri-Vice si ispira ad una flotta navale. La struttura viene realizzata per ospitare i figli degli italiani residenti all'estero. L'intento è quello di dar loro la possibilità di conoscere il paese di origine dei genitori e di fidelizzarli alle politiche del regime. La colonia è realizzata a padiglioni. L'edificio principale, nave ammiraglia, ospitava i locali comuni e l'alloggio degli ufficiali. I dormitori trovavano spazio nelle quattro navi-padiglioni, posti, a due a due, laterali al padiglione centrale. In ciascun dei quattro edifici, trovano spazio 230 letti, per una capacità complessiva della struttura di 920 posti. Grande enfasi, in fase progettuale, viene data allo studio della circolazione dell'aria e all'ottimizzazione degli spazi nei dormitori. Il complesso è stato abbandonato nel dopoguerra: i due padiglioni dormitori di levante sono stati demoliti per fare spazio ad altre strutture, mentre il resto degli edifici è stato ristrutturato nel 2000, mantenendo l'identità iniziale. Da quell'anno, gli spazi della colonia ospitano uno degli acquari più affascinante e spettacolare dell'Adriatico. Nel corso del 2016, sono stati avviati nuovi lavori di ristrutturazione del padiglione centrale.

   Colonia XXVIII Ottobre | Testa verso terra dei padiglioni dormitoi

  un'estate fa - colonia marina Le Navi a Cattolica Colonia XXVIII Ottobre | Dettaglio scale padiglione dormitoi

Colonia Roberto Farinacci a Cremona

Fortemente voluta dal Rais Roberto Farinacci, l'omonima colonia fu inaugurata il 20 luglio 1938 ed era in grado di accogliere fino a 1500 minori. Opera dell'ingegner Carlo Gaudenzi, la colonia venne realizzata in un'area golenale, dove, in precedenza, sorgevano delle baracche, volute dall'ospedale di Cremona per scopo elioterapico. Successivamente alla Seconda Guerra Mondiale, alcuni spazi della struttura vennero utilizzati da associazioni sportive fino all'alluvione del Po dell'anno 2000. Da allora, la colonia è in stato di quasi abbandono, è utilizzato solo parzialmente il primo piano come locale notturno. Nel 2014, il Comune di Cremona, proprietario della struttura, ha pubblicato un bando di concorso per la riqualificazione, ma fino ad oggi, non si è concretizzato niente.

  un'estate fa - colonia fluviale Roberto Farinacci a Cremona Colonia Roberto Farinacci | Prospetto principale

  un'estate fa - colonia fluviale Roberto Farinacci a Cremona Colonia Roberto Farinacci | Vasche piscine 

Colonia Stella Maris a Montesilvano

Il progetto è opera dell'architetto Francesco Leoni che, nel 1939, scelse l'aeroplano come motivo ispiratore per le forme della colonia dei fasci combattenti di Rieti, a Montesilvano, in provincia di Pescara. Così i dormitori diventano le ali, il refettorio, posto nella parte centrale, è il motore, mentre l'infermeria ed i servizi sono la coda, per finire l'appartamento del comandante è il torrino. Durante il Secondo Conflitto Mondiale, fu sede del comando tedesco di zona. Successivamente, tornò ad essere utilizzata come colonia fino al 1975, poi, fino al 1984, trovò impiego come casa di riposo per anziani. Abbandonata da allora, è stata parzialmente riqualificata tra il 2004 ed il 2006. Ad oggi, i lavori non sono terminati e la struttura è inutilizzata.

  un'estate fa - colonia marina Stella Maris a MontesilvanoColonia fasci combattenti di Rieti | Prospetto lato mare 

  un'estate fa - colonia marina Stella Maris a MontesilvanoColonia fasci combattenti di Rieti |Ala a meridione 

Colonia Principi di Piemonte a Lido di Venezia

La colonia Principi di Piemonte, anche conosciuta come colonia Padova, in località Alberoni al Lido, è opera dell'architetto Daniele Cabali. Realizzata tra il 1936 ed il 1937, è caratterizzata, a livello stilistico, da un lungo porticato a volte, che collega l'edificio principale, a quattro livelli, agli edifici secondari posti a questo di fronte. La colonia, utilizzata anche dopo la Seconda Guerra Mondiale, è stata ampliata negli anni Sessanta e Settanta. Ora, è in stato di completo abbandono.

un'estate fa - colonia marina Padova a Lido di VeneziaColonia Principi di Piemonte | Prospetto fronte spiaggia

un'estate fa - colonia marina Padova a Lido di VeneziaColonia Principi di Piemonte | Porticato

Colonia montana a Rovegno

La colonia montana di Rovegno, progettata e realizzata dall'ingegner Camillo Nardi Greco, tra il 1933 ed il 1934, aveva capienza iniziale di 450 posti letto, la capienza fu poi portata a 500 posti. La struttura fu utilizzata come colonia elioterapica fino all'agosto del 1942, poi, a partire dall'ottobre dello stesso anno, accolse i ragazzi sfollati del centro di Genova. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, la colonia, anche per via della sua isolatezza, divenne sede del locale comando dei partigiani. Tra il dicembre del 1944 e l'aprile del 1945, la colonia di Rovegno diventa anche teatro di tragici eventi: un numero imprecisato di soldati prigionieri e di civili venne giustiziato, i loro corpi furono gettati in fosse comuni, sparse nei vicini boschi. La struttura fu utilizzata, anche dopo la Seconda Guerra Mondiale, come colonia fino agli anni Sessanta. Attualmente, è in stato di completo abbandono.

un'estate fa - colonia montana a RovegnoColonia montana a Rovegno | Prospetto principale

un'estate fa - colonia montana a RovegnoColonia montana a Rovegno | Vista dal tetto

Colonia Varese a Milano Marittima

La colonia marina Costanzo Ciano di Varese è forse il più straordinario degli esempi di tale tipo di architettura che ci è stato lasciato dal Fascismo. Progettata e realizzata dall'ingegner Mario Loreti, venne utilizzata come colonia solo nell'estate del 1939. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la struttura fu utilizzata come ospedale e venne poi minata dai Nazisti nel 1945. Nel dopoguerra, furono avviati dei lavori di ristrutturazione che non furono mai terminati e la colonia non riprese mai a funzionare. Da allora, è abbandonata. Nel corso del tempo, la colonia Varese è stata utilizzata come set di due film: La ragazza di latta di Marcello Aliprandi del 1970Zeder di Pupi Avati del 1983.

un'estate fa - colonia marina a Milano MarittimaColonia Varese | Prospetto lato spiaggia con vegetazione

un'estate fa - colonia marina a Milano MarittimaColonia Varese | Spazi interni

Cenni storici ed attualità

Le colonie, intese come strutture situate in contesti marini o montani, destinate al soggiorno di bambini ed adolescenti, per lo svolgimento di attività ludiche e ricreative, nascono in Toscana nella prima metà del XIX secolo. Durante il Fascismo, le colonie diventano il fiore all'occhiello del programma igienista del Regime, ed oltre allo scopo ludico e ricreativo, assumono anche quello propagandistico. Per questo motivo, durante il Ventennio, viene intensificata l'attività delle colonie estive con la costruzione di nuove moderne strutture. In questo contesto, vengono interpellati i migliori architetti ed ingegneri per progettare e realizzare nuove colonie estive che racchiudano tutte le innovazioni tecnologiche del periodo. Così, dalle classiche strutture a padiglioni in mattoni con faccia a vista, si passa alla costruzione di edifici dalle linee geometriche rigorose in stile razionalista e viene introdotto l'utilizzo del cemento armato. Oltre alla variazione di stile architettonico, viene data molta enfasi all'ottimizzazione degli spazi interni, alla progettazione degli impianti idrotermici ed elettrici e all'adozione di criteri di progettazione antisismici. Oggi, in gran parte, queste strutture risultano abbandonate al proprio destino. Solo la colonia Agip di Cesenatico viene ancora utilizzata per lo scopo per cui era stata progettata. Gli spazi della colonia Principe Umberto di San Benedetto del Tronto sono utilizzati per alcuni corsi di laurea dell'Università di Camerino, mentre la Colonia Le Navi di Cattolica ospita un acquario. Il resto delle strutture è in stato di completo degrado, nei migliori dei casi ci sono in piedi progetti di riqualificazione, mentre per altre  si aspetta che crollino per liberarsi da scomodi vincoli architettonici e poter riedificare liberamente.

Bibliografia

Casa dell'architettura: www.casadellarchitettura.eu
Le colonie: www.lecolonie.com
Fascismo abbandonato: issuu.com
Spazi Indecisi: www.spaziindecisi.it

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14 commenti

  • Silvia Sirocchi
    Silvia Sirocchi Sabato, 10 Dicembre 2016 21:05 Link al commento Rapporto

    davvero interessante, complimenti! grazie per aver lasciato anche i link da consultare in bibliografia!

  • francesco
    francesco Sabato, 10 Dicembre 2016 17:13 Link al commento Rapporto

    strutture splendide
    foto eccellenti
    dispiscere per lo stato di abbandono
    tanti preconcetti e ignoranza verso l'architettura fascista non aiutano alla riqualificazione di queste splendide opere di architettura.
    grazie
    fg .

  • oscar
    oscar Sabato, 10 Dicembre 2016 14:10 Link al commento Rapporto

    Manca la Colonia Dalmine di Riccione ! Una delle più importanti della zona, fu trasformata in albergo alla fine degli anni 90 inizi anni duemila (Hotel Le Conchiglie)

  • Simone Caniati
    Simone Caniati Sabato, 10 Dicembre 2016 13:47 Link al commento Rapporto

    Bellissimo progetto, sia per il tema affrontato che per lo svolgimento tecnico ed emozionale... Complimenti!

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